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martedì 10 settembre 2013

TARES: Censum sì o Censum no?

Manduria Migliore segue da giorni l'evolversi assai intricato della vicenda relativa all'affidamento della riscossione della TARES alla ditta Censum, già concessionaria del Comune di Manduria per la riscossione, sia volontaria che coattiva, dei tributi locali IMU e TARSU. Vi sono state, tra maggioranza ed opposizione sia all'interno che fuori dal Consiglio Comunale, reciproche accuse e dure prese di posizione, ma non si è, a nostro modesto avviso, fatta la dovuta chiarezza nei confronti dei cittadini, né tantomeno si è toccato quello che forse è, dal punto di vista politico, il problema più importante. L'opposizione accusa infatti il Sindaco e la Giunta di aver preso la decisione sull'affidamento esterno della riscossione TARES con una delibera di Giunta, saltando quindi a piè pari l'organo demandato secondo legge a trattare la materia, cioè il Consiglio Comunale. L'amministrazione risponde che l'atto è giuridicamente valido e che, ad ogni modo, non ci sarebbe stata alternativa all'affidamento esterno data l'attuale inadeguatezza di risorse umane e materiali di cui il Comune dispone. In tutta franchezza non ci sentiamo di dissentire da quest'ultima affermazione poiché i tempi ristrettissimi imposti dalla legge per la predisposizione e riscossione del nuovo tributo sarebbero stati difficilmente gestibili da un ufficio tributi comunale con un organico e la correlata efficienza, indeboliti, se non completamente azzerati, dai continui incarichi a società esterne nel corso degli anni. Anche l'eventuale ulteriore questione sollevata sulla necessità di indire eventualmente una nuova gara per l'affidamento cade, dal punto di vista della fattibilità, di fronte alla scarsità di tempo a disposizione. Quanto sinora affermato non ci esime però dal ritenere politicamente inopportuno l'iter seguito dall'amministrazione Massafra. Ricordiamo benissimo, infatti, che in campagna elettorale e poi appena insediatosi il Dott. Massafra ha più volte fatto riferimento alla “centralità” che la sua amministrazione avrebbe riconosciuto al ruolo del Consiglio Comunale con l'intenzione di discutere nella massima assemblea cittadina anche le questioni che la legge prevedeva di competenza della Giunta. In passato ci siamo già espressi sull'argomento della riscossione tributi ed eravamo e siamo tuttora dell'opinione che questa attività sia talmente centrale nella vita amministrativa del Comune da non poter ragionevolmente essere concessa in appalto a terzi, quanto meno la parte, preponderante, della riscossione spontanea. Ora però la questione è un'altra. Riteniamo che, specie in un momento di crisi straordinario come quello in cui ci troviamo, le decisioni relative all'introduzione, la regolamentazione e le modalità di pagamento di una nuova, ennesima imposta andavano discusse e condivise nell'assemblea del Consiglio Comunale e non nel chiuso di una stanza durante la riunione della Giunta. Invitiamo pertanto l’amministrazione a rivedere la propria posizione sull’argomento ed aprirsi alla città, ascoltando la volontà della cittadinanza.

mercoledì 24 luglio 2013

Rassegna Stampa

La lettera che abbiamo firmato insieme alle altre associazioni di Manduria per ribadire il nostro NO alla Regionale 8 sul Quotidiano del 23/07/2013

martedì 23 luglio 2013

MANDURIA, LA ZONA FRANCA E L'ETERNA BEFFA

E’ oramai da mesi (se non da qualche anno, essendo la delibera CIPE del 2009) che sentiamo parlare dell'istituzione a Manduria della cosiddetta Zona Franca Urbana, una agevolazione fiscale e contributiva che riguarderebbe tutte le aziende che decidessero di investire nel territorio creando reddito, lavoro e quindi benessere per tutti.
In un momento di stagnazione completa come quello attuale la nostra città – è superfluo sottolinearlo – avrebbe estremo bisogno di un incentivo all'economia locale che, già strozzata da un lato dalla generale contrazione dei consumi, riceve il colpo di grazia da un’imposizione fiscale fuori controllo.
Purtroppo però, a quanto pare, dovremo rassegnarci a reinterpretare la parte delle “vittime del Fato” che la tradizione classica voleva cieco, ma che pare nel nostro caso vederci, purtroppo, perfettamente. La Regione Puglia ha infatti comunicato – per il tramite dell'Assessore Regionale Capone – che mancano i fondi necessari per avviare concretamente il progetto che pertanto, con ogni probabilità, non vedrà mai la luce.
Questa è solo l’ennesima “ciliegina” su quella “torta velenosa” che i nostri governanti regionali e provinciali ci stanno da tempo amorevolmente preparando e propinando, ma il cui sapore amaro non siamo più disposti a sopportare.
Non riteniamo infatti possibile che i progetti che deturpano inutilmente il nostro territorio come la Regionale 8, lo avvelenano come lo scarico in mare dei reflui del depuratore o come l'ampliamento della discarica, lo privano di servizi essenziali come lo scientifico smembramento e depotenziamento del Presidio Ospedaliero o del Tribunale trovino non solo fondi ma “strenui sostenitori”  negli stessi amministratori che poi, come niente fosse, chiudono la porta ad una delle poche speranze di rinascita di questa città con un laconico “non ci sono soldi”.
Ed è altrettanto inutile che questi stessi politicanti ci vendano l’idea che la Regione Puglia, che non ha più risorse disponibili sui fondi Fesr, cercherà ulteriori risorse sul Fas!
Ciò è pressoché impossibile avendo il Cipe recentemente deliberato che le Regioni adottino entro il 31 dicembre 2013 gli impegni giuridicamente vincolanti dei progetti sui fondi Fas, pena la revoca dei finanziamenti! E siccome – data la lentezza e l’incuria della macchina amministrativa – è pressoché impossibile che in pochi mesi la Puglia concluda l’iter amministrativo dei vari progetti, i ben 3 miliardi di euro di fondi deliberati dal Cipe rischiano di rimanere nelle casse dello Stato!
Con buona pace di ogni speranza di finanziamento anche della Zona Franca Urbana sul nostro territorio.
Manduria Migliore è nata ed opera da tanti anni con il solo scopo di proteggere e veder risorgere Manduria e non può ulteriormente assistere alla ostinata violenza con cui, da più parti, la nostra Città viene costantemente umiliata e maltrattata. Vogliamo che Manduria e i Manduriani rialzino la testa e riprendano in mano il proprio futuro, ma non possiamo farcela da soli.
Occorre la forza di tutti per mandare a casa definitivamente chi saccheggia i voti nel nostro territorio per dimenticarsene il giorno dopo le elezioni.
E' necessario l'impegno di tutti noi affinché Manduria riconquisti finalmente il ruolo che merita.

giovedì 18 luglio 2013

VIOLENZA SULLE DONNE

La parole di denuncia non bastano, chi può negarlo? E a chi giova negarlo, certo non alla promozione di un cambiamento. Veniamo da anni di denuncia sociale e politica – mai gettate al vento certo – ma l'evidenza della loro impotenza deve guidarci in un'altra direzione. Le donne che vengono uccise, sempre più a briglie sciolte, sono l'altra faccia e sintomo di una disperazione inequivocabile dei rapporti di coppia di questo Paese.
            Era meglio quando il dettato sociale dava la possibilità agli uomini di controllare
. il potere naturale delle donne di procreare e della loro sessualità? Ovviamente no. Ma da quel nodo dobbiamo ripartire per costruire una società più giusta e politica, per vivere in maniera più libera le proprie contraddizioni umane e la propria parzialità di essere sessuati. Usare i dispositivi più potenti di cui dispone la nostra mente, la Cultura e l’immaginazione, non per ribaltare una legge naturale non reversibile (nonostante gli sforzi del mercato e della biopolitica) ma per costruire un nuovo terreno di incontro passionale e politico tra uomini e donne.
            La sfida è grande quanto la frustrazione di contare ogni giorno le violenze adulte su bambini e bambine, tra adolescenti come tra uomini e donne e sulle persone anziane, con la complicità di una incontenibile varietà di strumenti di ipnosi di massa di cui dispone oggi il Capitale. Se riprendessimo il contatto con le nostre viscere saremmo obbligati ad ammettere che la vera frustrazione sta nel NON possedere chi desidera la nostra mente, nel NON fare andare i nostri rapporti personali e sociali come vorremmo e non in tanti oggetti inutili, anche se ormai sono l’unico codice alfanumerico di scambio che non ci imbarazza.
            La mediatizzazione senza un pensiero analitico intorno per paradosso cristallizza il fenomeno della violenza come “atmosferico” e inevitabile.
            Oggi si parla di violenza sulle donne ogni giorno e non è dato capire se l’effetto di tanta informazione spinga più le donne alla denuncia o gli uomini all’emulazione.
            In questa fase l’unico risultato che ottengono le donne che denunciano è quello di avere più probabilità di essere ammazzate, piuttosto che avere risposte concrete dallo Stato e sono i fatti che parlano.
            Ma a cosa serve tutto questo se continua a mancare un discorso pubblico e culturale, onesto e integrato tra cause ed effetti, tra il maggiore potere psicologico che gli uomini attribuiscono alle donne e la maggiore aggressività fisica che le donne attribuiscono agli uomini? Perché il maggiore potere che gli uomini attribuiscono alle donne come effetto della caduta simbolica del padre è evidente nella torsione drammatica delle modalità della violenza dei nostri giorni. Ma aggredisce chi è più debole, e questo vale anche per le donne quando abusano verso gli uomini della maggiore influenza psicologica che deriva dalla familiarità che hanno con la propria emotività e sessualità.
            Ultimo, ma tutt’altro che per importanza, il rapporto tra generazioni diverse e la necessità di vivere l’una dell’utopia e del riparo dell’altra.
Non a caso tutta questa biodiversità umana è il “pasto nudo” del Mercato che dal boom economico in poi ha scoperto l’eldorado dei processi di omologazione di massa. Fare i soldi non più solo uccidendo le persone con la forza del lavoro (Marx), ma prosciugandone l’umanità, cavalcando le fragilità e oscurando la forza creativa e sessuale delle persone con bisogni superflui (Pasolini).
            Bisogna invertire la rotta prima che la nostra responsabilità politica di donne diventi una colpa storica, quella di lasciar crescere le generazioni di donne più giovani nella immagine spenta e parziale  e della violenza. E’ fuorviante e disonesto affermare ancora oggi che la violenza all’interno delle relazioni profonde di coppia è tutta da ricercare nello scatto aggressivo di un uomo, come se ognuno di noi non fosse fatto di psiche e di corpo insieme.
            Lo sappiamo bene che la vita delle donne è in percentuale larghissima vittima o testimone di violenze maschili intrafamiliari anche durante l’infanzia e l’adolescenza, per poi passare alle discriminazioni del sistema sociale, ma il primo dovere politico che dovrebbe farci fare un pensiero progressista oggi è indicare alle ragazze e alle donne un’altra strada maestra. Quella della ricostruzione delle tracce familiari, per dare un volto di senso a un non-luogo emozionale, per traghettare la violenza e la rabbia nel maggiore coraggio che ci vuole per affrontare prima se stesse e poi l’altro, per non condannarsi da sole alla infelicità affettiva e sessuale, perché a celebrare il riscatto dell’invasione del corpo femminile non sia solo l’invasione della mente maschile, ma la propria impareggiabile identità.
            Per costruire un’idea sempre più creativa e rivoluzionaria di essere madri e amanti, perché non esistono lotte sociali vincenti che escludono un meccanismo di complicità e di compenetrazione tra uomini e donne. Perché se ristabilissimo tutta la narrazione della famiglia e del meccanismo di coppia da cui proveniamo, potremmo ridare lo spessore che merita alla genealogia femminile della propria famiglia, mettere a nudo che la prima fonte di identificazione per una donna è il potere della madre, reazionario e conservatore per condizione esistenziale ma non per destino politico.
E ricordarci che il primo dovere che abbiamo nei confronti di noi stesse è quello di rivendicare fino in fondo una lettura autografa del mondo, degli uomini e del rapporto tra le stesse donne, nei rapporti amicali e in quelli lesbici.
            Questo ci consentirebbe di ragionare più lucidamente su Chi e come muove i fili politici della connessione tra vissuti e trasformazioni del tempo. Il cambio di prospettiva imposto dai cambiamenti del corpo in relazione agli obiettivi sociali che hanno bisogno di controllarci non ci aiutano a invertire la violenza come forma di repressione personale e politica.
            L’eversione del mercato ha una “soluzione finale” per tutti e per tutte, e non a caso investe una enorme quantità di denaro nell’immaginario e nella gestione della psiche delle donne e degli uomini, attraverso il braccio armato della pubblicità e della Televisione. La sua ingordigia allaccia la cintura con le origini. Spinge l’acceleratore sulla produzione di beni superflui, sulla devastazione delle risorse naturali e sul saccheggio della forza lavoro dietro la maschera della crisi, sul controllo delle vite delle persone con le tecnologie.
            Anche se il successo più clamoroso del Capitale rimane la distruzione della forza rivoluzionaria dei giovani con la diffusione planetaria, massiccia e capillare delle droghe.
            Ci sarebbe da scoraggiarsi se non fosse sempre più divertente e creativo vivere e sfidare il potere, magari in un rinnovato rapporto di solidarietà umana e di complicità tra i sessi che insieme alla Cultura rimangono i più grandi nemici del potere.


sabato 6 luglio 2013

GLI AUGURI DI MANDURIA MIGLIORE ALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE

Egregio Sig. Sindaco,
            MANDURIA MIGLIORE si congratula per il successo elettorale da Lei conseguito nella tornata elettorale, con l’auspicio che – con la Sua Giunta appena formata – governi la città con impegno, giustizia, perizia e amore per le persone, tutte, e per la cosa pubblica.
Il movimento, pur non presente nel consesso consiliare, sarà comunque – come sempre – parte attiva e propositiva riguardo le problematiche che attanagliano la nostra città, nonché sarà guardiano dell’agire della Sua Amministrazione e delle scelte che la stessa opererà.
            Le difficoltà e le problematiche del territorio – varie e molteplici – Le erano note e, pur ritenendo che la proposta politica della Sua coalizione difficilmente potrà essere risolutiva dei problemi della Città, MANDURIA MIGLIORE Le augura ad ogni modo di essere conseguente a quanto delineato nel Suo programma amministrativo, tenendo fede all’impegno assunto e di giungere al termine del mandato, riaccolto – Cittadino tra i Cittadini – e ripagato con l’unica moneta che conta: il ringraziamento dei Manduriani.
            Buon lavoro.
Manduria Migliore

mercoledì 3 luglio 2013

CONFERENZA STAMPA - "Femminicidio - perchè ACCADE?"

Siamo lieti di invitare le S.V. e l’intera Cittadinanza alla conferenza stampa di presentazione dell'evento "Femminicidio - perché accade?" che è in preparazione per il prossimo autunno.
Durante la conferenza stampa, che si terrà sabato 6 Luglio alle ore 20.30 presso la sede del movimento civico in Manduria (Ta) in Via Roma n. 14, avremo modo di introdurre l'argomento e di presentare la relatrice e nostra gradita ospite dott.ssa CARLA CUCCHIARELLI, giornalista RAI, che da sempre cura le tematiche sociali e gli approfondimenti culturali in generale, con particolare propensione verso tutte le problematiche dell'universo femminile e delle relative vicissitudini, specialmente in tema di vittimologia.

giovedì 27 giugno 2013

Ma anche sgravi per disoccupati e assegni per tirocinanti
Dopo il Decreto del Fare e il ddl Semplificazioni, ecco giunto un altro provvedimento molto atteso, cioè il pacchetto lavoro recante misure urgenti per il rilancio dell’occupazione. Cinque sono, in particolare, le linee guida della manovra: l’accelerazione della creazione di posti di lavoro a tempo determinato e indeterminato (soprattutto per giovani e disoccupati); l’anticipo della politica europea c.d. “Garanzia giovani” che prenderà avvio dal 1° gennaio 2014; azioni in ambito previdenziale e di politiche sociali; perfezionamento e miglioramento della Legge 92/2012 Fornero al fine di rendere il mercato del lavoro più fluido; ed infine il consolidamento delle tutele previste per lavoratori e imprese. A livello di numeri e di stime, con la bozza di decreto appena presentata il Governo conta di incrementare l’offerta di lavoro per un contingente pari a circa 200.000 persone: 100 mila attraverso la decontribuzione, e 100 mila grazie alle altre misure volte al sostegno dell’occupazione giovanile. Vediamo dunque quali sono i provvedimenti principali, ai quali si aggiunge l’avvenuto slittamento dal 1° luglio al 1° ottobre 2013 del previsto aumento dell’IVA dal 21 al 22%.
  • Tirocini formativi retribuiti e agevolazioni. Innanzitutto, per consentire alle amministrazioni prive di mezzi economici di corrispondere adeguate indennità a chi partecipa ai tirocini formativi, il decreto istituisce fino al 31 dicembre 2015 un fondo ad hoc finanziato con 2 milioni di euro annui dal quale attingere le risorse. Ciascuno studente universitario che abbia terminato gli esami, con una buona media e con un reddito non superiore ad una certa soglia, potrà quindi godere di un assegno (il Ministro Giovannini in conferenza stampa ha parlato di circa 200 euro mensili) qualora svolga appunto un tirocinio presso enti pubblici o privati della durata di almeno 3 mesi. Inoltre, per promuovere l’alternanza tra studio e lavoro, è stata autorizzata una spesa di 15 milioni di euro per agevolare l’attività di tirocinio curriculare per gli studenti iscritti ai corsi di laurea nell’anno 2013-2014. Infine, per quanto riguarda specificatamente il Mezzogiorno, è stato finanziato un programma di tirocini per giovani tra i 18 e i 29 anni residenti in tale area che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività formativa; analogamente, alle università che sottoscriveranno un protocollo standard predisposto dal Ministero dell’Università, sarà concesso un incentivo al fine di favorire gli studenti universitari più meritevoli e con problemi economici.
  • Apprendistato. Entro il 30 settembre 2013, la Conferenza Stato-Regioni dovrà adottare le linee guida regolanti il contratto di apprendistato professionalizzante affinché vi sia più omogeneità normativa a livello nazionale; il medesimo regolamento dovrà poi essere adottato dalle piccole e medie imprese e dalle microimprese entro il 31 dicembre 2015.
  • Incentivi per chi assume a tempo indeterminato. Per il periodo 2013-2016, sono stati poi stanziati 794 milioni di euro (di cui 500 milioni riservati al Centro-Sud) con lo scopo di incentivare l’assunzione di giovani tra i 18 e i 29 anni d’età che abbiano almeno uno dei seguenti requisiti: siano privi di impiego regolarmente retribuito da un minimo di 6 mesi; non posseggano un diploma di scuola media superiore o professionale; siano lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico. Il contributo di cui potrà godere il datore di lavoro è pari ad un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali complessiva, varrà per un massimo di 18 mesi e non potrà superare i 650 euro per lavoratore. Nel caso in cui, invece, l’azienda trasformi un contratto attivo da determinato a indeterminato, l’incentivo sarà corrisposto per 12 mesi, sempre che alla trasformazione segua un’ulteriore assunzione di lavoratore.
  • Aiuti per il Mezzogiorno. Al fine di rilanciare l’occupazione dei giovani residenti al Sud, sono stati stanziati 328 milioni di euro così suddivisi: 80 milioni per il rifinanziamento delle misure per l’auto-impiego e l’auto-imprenditorialità; 80 milioni in favore del Piano di Azione Coesione rivolto a enti e organizzazioni del privato sociale che coinvolgono giovani in progetti di valorizzazione dei beni pubblici e per l’inclusione sociale; e 168 milioni di euro per borse di tirocinio formativo per giovani disoccupati, che non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione. Infine, ulteriori 167 milioni di euro sono stati attribuiti per l’avvio del programma “Promozione dell’inclusione sociale” volto a ridurre la povertà e a sostenere le famiglie del Mezzogiorno.
  • Tutele per lavoratori e imprese. Come anticipato, il Governo ha deciso di rafforzare alcune garanzie per migliorare la trasparenza: estensione anche ai collaboratori a progetto della disciplina in tema di “dimissioni in bianco”; monitoraggio dei contratti aziendali con previsione di un deposito obbligatorio presso le direzioni territoriali del lavoro; rivalutazione del 9,6% delle ammende; attribuzione di valore a tutti gli effetti alle comunicazioni obbligatorie inerenti l’assunzione la cessazione, la trasformazione e la proroga dei contratti.
  • Ulteriori novitàNel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto, si è poi parlato di ulteriori misure presenti del provvedimento, quali le agevolazioni fiscali per le aziende che assumono lavoratori con più di 50 anni e i disoccupati da almeno 12 mesi, così come per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato i dipendenti in cassa integrazione, oppure lo stanziamento di 22 milioni di euro per il sostegno dei lavoratori disabili. In tema di contratti a termine, vengono ridotti nuovamente gli intervalli obbligatori tra un rinnovo e l‘altro, e viene abrogato il divieto di proroga del contratto “causale”; interventi sono stati altresì decisi per quanto riguarda il lavoro accessorio, i contratti di lavoro intermittente e a progetto. Infine, a livello di politiche sociali, è stata prolungata fino alla fine del 2013 la vecchia social card, con successiva adozione della nuova “carta per l’inclusione sociale” (già in sperimentazione), e coinvolgimento di una platea rispettivamente di 425 mila e 170 mila persone. 

 

lunedì 24 giugno 2013

L’assenza della politica provinciale e regionale nel dibattito sulla Regionale 8


Manduria Migliore, a seguito notizie inesatte apparse sul giornale Casalnuovo, intende precisare che l'Associazione era presente in forze al dibattito sulla Regionale 8 organizzato dallo stesso organo di stampa presso l'Angelè Pub giovedì scorso. Al dibattito hanno infatti assistito sin dall'inizio molti associati, il segretario Domenico Sammarco ed il presidente Girolamo Vergine. Purtroppo nessuno di noi è potuto intervenire poiché non ci è stata data la parola, ma la nostra presenza c'era ed è stata da molti "notata". Parliamo ad esempio dello stesso moderatore nonché dell’Ing. Curri (uno di quelli che - si legge nell'articolo - "hanno difeso con passione la realizzazione di questa importante arteria") che, quando il nostro presidente si è permesso di fargli notare che la Strada Regionale 8 non è voluta dalla maggioranza della gente poiché trattasi di opera inutile e dannosa, rispetto alla possibilità di destinare risorse finanziarie per il completamento della Bradanico-Salentina, ha risposto: "quale maggioranza, se hai preso solo sedici voti!" (facendo evidentemente riferimento alla appena trascorsa campagna elettorale). Probabilmente non tutti hanno come parametro la forza delle idee. Non si vuole aggiungere altro.
Il movimento civico ritiene necessario ristabilire la verità dei fatti soprattutto nei confronti di quei concittadini che non erano presenti e che quindi avrebbero potuto veramente credere ad una nostra incomprensibile assenza alla manifestazione, visto il precedente impegno in prima linea sul tema.
Per la verità, al di là delle poche spiegazioni tecniche fornite dal progettista Ing. Cimini relativamente alle asserite modifiche progettuali, il dibattito ha visto l'assenza delle vere controparti identificabili negli amministratori regionali e provinciali che, non solo provano a farci ingoiare quest'altro scempio, ma addirittura si permettono il lusso di denigrare il parere tecnico del VIA quando non è favorevole ai propri interessi.
Insomma, niente di nuovo sotto il solleone!

martedì 4 giugno 2013